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Autore Discussione: PK.  (Letto 5624 volte)
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Daisy
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« inserita:: 26 Giugno 2014, 17:59:29 »

Aspettando PK. Intervista a Francesco Artibani

Sono passati 18 anni da quando fece la sua comparsa in edicola “Evroniani”, il primo numero di Paperinik New Adventures, o PKNA. Era l’inizio di uno dei fenomeni editoriali degli anni Novanta, durato 6 anni e 2 serie (più un reboot, non molto apprezzato dai lettori della prima ora), che ha segnato l’evoluzione recente del fumetto disneyano. Con la loro rilettura ipercinetica (e ipercromatica) del linguaggio Disney, le sue storie adulte e un nutrito gruppo di personaggi azzeccati, le avventure di PKNA hanno formato una generazione di appassionati ‘Pkers’, ragazzini negli anni Novanta – ormai adulti – che spesso ricordano con nostalgia quella serie. E ne chiedono il ritorno.


Per il loro piacere – e nostalgia – così come per il gusto (si spera) dei ragazzini degli anni Duemiladieci, la notizia di questi giorni è quindi quella di un gradito ritorno: il 2 luglio, sulle pagine di Topolino n° 3058, uscirà il primo episodio dell’atteso rilancio di PK. Non un “What if…”, una variazione sul tema, come quello recentemente scritto da Faraci su Paperinik Appgrade; ma nemmeno una ristampa delle storie migliori. Bensì un vero e proprio ciclo di nuove avventure, che rispolverano il cast della serie. Ovviamente gli autori sono tre fra le colonne portanti di PKNA: Francesco Artibani ai testi, Lorenzo Pastrovicchio ai disegni e Max Monteduro ai colori.

Per avvicinarci alla data, abbiamo chiacchierato del progetto proprio con Artibani. In modo da chiarire meglio cosa aspettarci il 2 luglio.


Qualche tempo fa, sul tuo account Facebook, hai associato il ritorno di due “miti” degli anni Novanta, richiesti a gran voce dai loro fan: PK e il Winner Taco. Perché pensi che PK abbia ancora qualcosa da dire e (a differenza del celebre gelato) non sia solo oggetto di nostalgia?

La vicenda del Winner Taco ancora oggi rappresenta per me un mistero. Meno misteriosa è la nostalgia per PK, una serie a fumetti che ha segnato un momento particolare per il fumetto disneyano italiano e per i suoi lettori. Quel personaggio e tutto il mondo che gli era stato creato intorno sono stati una piccola rivoluzione e quella rivista ha dimostrato il grande potenziale che il fumetto Disney aveva e ancora ha. Nel caso di PK secondo me non si tratta di nostalgia ma del desiderio di avere ancora nuove avventure da leggere perché nel momento in cui la seconda serie è stata interrotta era evidente a tutti – autori e lettori – che c’era ancora tanto da raccontare. A differenza del Winner Taco, il cui sapore è sempre lo stesso, con PK c’era qualcosa di nuovo in ogni episodio.

Com’è nato il progetto della nuova serie?

L’idea è stata costruita con Lorenzo Pastrovicchio – che non è “soltanto” il disegnatore delle quattro puntate ma è, a tutti gli effetti, co-autore della trama (e ci tengo a sottolinearlo). Ne abbiamo parlato a lungo, rilanciando spunti e intrecci che Lorenzo arricchiva con bozzetti e altre suggestioni grafiche sui personaggi, i mezzi e gli ambienti. Quando il soggetto ha preso la sua forma finale ne abbiamo parlato con la redazione (anche se è più corretto dire che abbiamo rotto le scatole a oltranza a tutti per mesi) e finalmente Valentina De Poli – che non ringrazieremo mai abbastanza per questa opportunità – ci ha dato il via libera per procedere. La gestazione del progetto è stata un po’ lunga ma l’operazione era abbastanza articolata e comprendeva degli sviluppi extrafumettistici inediti.


Ci puoi anticipare brevemente di cosa si tratterà? Sarà la continuazione di PK o qualcosa di completamente diverso?

La storia racconta del ritorno di Pikappa, un eroe che rientra in scena dopo un lungo periodo di inattività. È passato del tempo per Paperino ma per affrontare una minaccia terrificante sarà costretto a indossare ancora una volta, probabilmente l’ultima, il suo leggendario costume. Ma, al di là dell’intreccio, l’intenzione era quella di mettere in scena un’avventura articolata e ricca di sorprese capace di coinvolgere i vecchi fan (i benemeriti Pkers) ma soprattutto interessare i nuovi lettori. Queste quattro puntate avranno quindi molti riferimenti alle vicende narrate nelle prime due serie di PK ma saranno assolutamente leggibili da chi PK non l’ha mai sfogliato.

I Pkers si aspettano tre grandi ritorni, grandi assenti della seconda serie: gli evroniani, il Razziatore e Uno.

Senza rovinare la sorpresa a nessuno quello che posso dire è che non resteranno delusi e che troveranno molte cose nuove in queste 160 pagine – anzi 162 (questo è un indizio, non sono io che non so più contare…).

Come è nato il team creativo?

La formazione della squadra di lavoro è stata più agile che mai; dell’incontro con Pastrovicchio ho già detto e a noi si è unito Max Monteduro, colonna di PK nonché maestro del colore. Per ricreare l’atmosfera di PK poteva esserci solo lui. Abbiamo lavorato tutti in scioltezza e rapidità, come se avessimo scritto, disegnato e colorato pagine di PK fino a pochi giorni prima. La redazione, con Davide Catenacci, Stefano Petruccelli, Francesca Agrati e Luana Ballerani ha reso possibile tutto questo e li ringrazio davvero perché in pochi mesi siamo riusciti a mettere insieme un numero di pagine considerevole senza neanche un intoppo. Un ultimo ringraziamento va anche a Simone Paoloni che ha affiancato Lorenzo nel lavoro di inchiostrazione delle tavole rispettando una tabella di marcia letale.


Pastrovicchio e Monteduro sono due veterani di PK. Come hanno contribuito alle nuove storie?

Cogliendo subito lo spirito del nuovo PK, un personaggio che torna in scena più maturo e con una nuova consapevolezza, quella di non essere forse all’altezza delle aspettative. Lorenzo e Max lo sono stati impegnandosi al massimo e non risparmiandosi per non mancare l’appuntamento del 2 luglio. E dal punto di vista dei contenuti con Lorenzo ho discusso molto mettendo insieme tanti spunti e sviluppi, nel caso in cui PK dovesse tornare in azione ancora una volta.

Perché è stato deciso di pubblicare PK su Topolino e non di dedicargli una testata a parte o un albo speciale?

La questione è molto semplice: “Topolino” è la miglior vetrina possibile per il rilancio di PK. La rivista ha un pubblico enorme di lettori ed è un settimanale popolare e diffusissimo. In questo momento sarebbe stato un grande rischio affrontare l’edicola con un mensile completamente nuovo e dunque “Topolino” è stato l’approdo naturale per questo progetto. La storia non è stata edulcorata, ammorbidita o ingentilita per “Topolino” ma sicuramente abbiamo ragionato a lungo sul layout delle pagine per avere tavole a fumetti leggibili nel formato ridotto del settimanale, pagine che, allo stesso tempo, fossero anche rispettose di quella che era ed è l’impaginazione caratteristica di PK. Con Lorenzo abbiamo realizzato delle tavole di prova per prendere le misure con il racconto e poi siamo partiti senza fermarci fino all’arrivo. Questa uscita su “Topolino” è un test importante per tante ragioni e se i risultati dovessero essere positivi e incoraggianti come tutti ci auguriamo, a questo ritorno potrebbero seguirne altri.

Nella comunità dei fan disneyani, i Pkers sono certamente tra i più numerosi, coesi e soprattutto… fissati. Forse persino più di Barksiani, Scarpiani, Ciminiani. Che difficoltà hai incontrato a scrivere sapendo che dovevi accontentare un pubblico così esigente, e al tempo stesso parlare a tutti quei lettori di Topolino che nel 1996 non erano nemmeno nati?

Ho scritto una storia rispettando il carattere del protagonista e dei suoi comprimari ma facendoli muovere con la consapevolezza che qualcosa, in tutti questi anni, era cambiato. Di sicuro non ho messo insieme 160 pagine per accontentare i continuitydipendenti e i pkers integralisti perché l’obiettivo era raccontare una storia per tutti (naturalmente senza contraddizioni rispetto le due serie precedenti). Per riuscire nell’impresa – e spero di aver centrato l’obiettivo – sono ripartito dai personaggi facendo recitare dei caratteri credibili e allo stesso tempo più maturi e andando poi a intervenire su alcuni punti lasciati in sospeso dalle precedenti storie. Rispondendo a quegli interrogativi ho cominciato a costruire la storia. Sono convinto che anche i pkers più inflessibili sapranno avvicinarsi alla storia con la stessa curiosità di chi PK non l’ha letto mai.


Uno dei fattori che ha decretato il successo di PK è stato il formato comic book, che permetteva di godere meglio i disegni e lo differenziava dal resto della produzione disneyana. C’è speranza di vedere queste storie ristampate in formato più ampio?

Questo è un po’ presto per dirlo, ma naturalmente ci spero, perché le pagine realizzate da Lorenzo Pastrovicchio sono straordinarie e un formato più grande le renderebbe in tutto il loro splendore.

Su Facebook, all’annuncio della nuova serie, è sorta una polemica sulla presunta estraneità di PK dalla poetica Disney, e di come la sua pubblicazione su Topolino possa infastidire i lettori più tradizionali. PK è davvero così distante dai fumetti ospitati dal settimanale da allontanare qualche lettore?

Diciamo che erano più stimolanti le discussioni sul tema annoso “Winner Taco sì/Winner Taco no”. Il settimanale “Topolino” è un contenitore di storie, con 4-5 racconti in ogni numero e dunque PK può tranquillamente occupare per 4 settimane uno spazio nel giornale. Se un lettore dovesse allontanarsi da “Topolino” per la presenza di PK quello sarebbe un lettore che, a mio parere, non ha capito molto della lezione di Walt Disney, un creativo che della sperimentazione ha fatto, da sempre, il suo marchio di fabbrica. Il concetto di tradizione disneyana, quando espresso in modo conservativo, è un concetto sbagliato che è sostenuto da alcuni difensori fuori dal tempo. PK ha rappresentato e rappresenta ancora oggi un modo diverso di raccontare una storia disneyana ma lo spirito dei personaggi e i valori che quei caratteri incarnano sono totalmente disneyani. Il mondo di Disney è sempre stato un mondo in movimento dove nessuna sfida è troppo difficile se porta a una crescita e a un cambiamento. PK, a modo suo e molto rispettosamente, cerca di seguire questi principi.


Quasi vent’anni fa ci furono PK prima, e MMMM poi: due serie disneyane che adoperavano un linguaggio più complesso, rispetto alle storie di Topolino. C’è ancora la possibilità, o addirittura il bisogno, di serie “adulte” con topi e paperi?

Non so se si tratti di una vera necessità da parte di autori e lettori ma di sicuro topi e paperi sono personaggi che si prestano agli utilizzi più vari. Sono dei caratteri universali capaci di raccontare qualsiasi storia – o quasi. Con Panini e con “Topolino” diretto da Valentina De Poli c’è senz’altro la possibilità di proporre, immaginare e sperimentare perché l’obiettivo di tutti è quello di divertire (e divertirci) con l’universo narrativo disneyano.

L’eredità di PK è visibile in molta produzione Disney attuale, DoubleDuck in primis. Cos’ha lasciato PK alla Disney? Come è cambiato per gli autori il modo di approcciare i personaggi tradizionali?

La lezione di PK sembra quasi ricalcare il classico “Se puoi sognarlo, puoi farlo…” di Disney. PK per quello che mi riguarda rappresenta la forza delle buone idee capaci di aggregare energie ed entusiasmi. Il PK del 1996 è nato così e ha dato vita a una stagione fumettistica bellissima che per me e per molti altri autori è stata assolutamente determinante. “W.i.t.c.h.” è nato con lo stesso spirito e in entrambe le esperienze c’è stato il grande lavoro di squadra a fare la differenza. Per gli autori non credo sia cambiato il modo di affrontare i personaggi tradizionali; se rispetti il loro carattere puoi portarli ovunque, l’importante è non tradirli mai e non cercare di fargli ombra.

(da: http://www.fumettologica.it/)
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« Risposta #1 inserita:: 27 Giugno 2014, 22:59:23 »

Aggiungo che in allegato al Topo ci sarà il gadget a puntate per 5 settimane a tema PK. E' una pistola laser completa di corpetto ricevitore. Non vedo l'ora che mi arrivi!!!  biggrinbounce
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« Risposta #2 inserita:: 28 Giugno 2014, 08:06:30 »

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« Risposta #3 inserita:: 28 Giugno 2014, 10:30:13 »

Su Topolino torna il supereroe Pk

Dal 2 luglio, parte una mini-serie a puntate di Paperino eroe-mascherato. I lettori potranno scegliere il finale della storia su Topolino.it

Grande ritorno nel mondo dei fumetti Disney: sulle pagine del settimanale Topolino tornerà PK, il mitico Paperino-supereroe che tra gli anni ’90 e l’inizio del nuovo millennio ebbe un gigantesco seguito tra i lettori, fino a diventare un vero fenomeno di costume. 

Una mini-serie inedita in 4 puntate sarà pubblicata a partire dal numero 3058, in edicola dal 2 luglio. In regalo con il fumetto, sarà anche proposto uno straordinario gadget seriale: si tratta del “PK-Blaster”, un sofisticato lancia-laser, ispirato a quello in dotazione del personaggio, che diventerà il gioco-tormentone dell’estate per piccoli e grandi. La mini-serie conterrà anche un’iniziativa speciale: i lettori potranno scegliere online il finale della storia. 

Le avventure di PK, conosciuto anche come Pikappa, dichiaratamente ispirate ai comic book americani, si distinguono da quelle di Paperinik per le atmosfere post-moderne, in cui fantascienza e tecnologia si combinano con l’umanità del papero più amato dell’universo Disney.

“Potere e Potenza sarà il titolo della saga inedita scritta da Francesco Artibani, con i disegni di Lorenzo Pastrovicchio e i colori di Max Monteduro. Nella storia, Paperino torna a vestire il costume del supereroe mascherato per salvare la Paperopoli del futuro e il mondo intero dalla minaccia dell’impero di Evron. PK dovrà vedersela con questa pericolosa civiltà extraterrestre e compiere addirittura un viaggio nel tempo verso un domani terrificante in cui gli ultimi terrestri liberi combattono contro i guerrieri evroniani.

Al termine della prima puntata, i lettori di Topolino saranno chiamati a decidere il finale della mini-serie, votando online su www.topolino.it. Numerosissime saranno le attività anche sui social, tramite le pagine ufficiali su Facebook e Twitter. 

«E’ un grande ritorno quello di PK, attesissimo soprattutto dai tantissimi ‘Pkers’ italiani, i fan degli anni ’90 che non hanno mai smesso di sperare in nuove avventure del papero mascherato, oltre a rappresentare una novità per i giovani di oggi - ha spiegato il direttore di “Topolino”, Valentina De Poli, che una ventina di anni fa faceva parte del PKteam che sviluppò questo nuovo personaggio Disney - Sotto la maschera, il nostro amato supereroe è sempre Paperino, quindi uno di noi, con tutti i problemi della sua quotidianità e le sue contraddizioni. Potremmo dunque dire che dentro ognuno di noi, oltre al Paperino uomo-comune, c’è anche un supereroe. Basta cercarlo.. o crederci almeno un po’. Paperino ce l’ha fatta, adesso tocca a noi!».

(da: http://www.lastampa.it)
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« Risposta #4 inserita:: 02 Luglio 2014, 09:55:29 »

Intervista a Francesco Artibani per il ritorno di PK!!! Fonte: fantasymagazine.it


Incontro con Francesco Artibani
Intervistiamo il popolare autore di tante storie Disney, scrittore del ritorno in edicola di PK.


Ciao Francesco, grazie di aver risposto al nostro invito.

Grazie a voi per avermi invitato!

Abbiamo parlato su FM di alcune tue opere (Monster Allergy, X-Campus, Young Dr. Strange), ma la tua carriera ha riguardato, oltre che i personaggi Disney,  anche icone, come Lupo Alberto, ha visto collaborazioni con maestri come Ivo Milazzo, trasposizioni di personaggi popolari come Montalbano e le commedie di Scarpetta. Questo solo per citare  solo alcune delle tue esperienze professionali. Tu come ti presenteresti invece ai nostri lettori?

Molto semplicemente scrivo storie per i fumetti e i cartoni animati e insieme a mia moglie Katja Centomo dirigo Red Whale, una società di produzione editoriale. Ho iniziato a lavorare in questo settore come disegnatore di fumetti e come animatore ma ho finito per dedicarmi completamente alla scrittura.

Oltre a quello di aver lavorato con alcuni dei punti di riferimento della tua formazione, se non veri e propri miti, hai altri “sfizi” da levarti?

Ho avuto il piacere, l’onore e la fortuna di incontrare e di poter lavorare con degli autori per me leggendari e ho avuto la possibilità di collaborare con altri autori eccezionali. Questo strano mestiere l’ho iniziato nel 1988 e in questi 26 anni penso di aver esaudito buona parte dei sogni e dei desideri che avevo da ragazzino. Ne ho degli altri, come chiunque, ma non voglio passare per sfacciato e li tengo per me.

Quanto la tua formazione da disegnatore influisce sull'approccio alla scrittura?

Moltissimo. Quando scrivo realizzo sempre dei layout delle pagine per impostare la regia di una sequenza e per calcolare gli ingombri del testo e del disegno all’interno delle singole vignette ma, più in generale, l’esperienza da disegnatore di fumetti e di cartoni animati mi è sempre molto utile per la costruzione di gag dinamiche e scene d’azione. Allo stesso tempo, memore della fatica che c’è dietro il lavoro con matite e chine, cerco di non esagerare, richiedendo al disegnatore di turno l’essenziale, senza appesantire la pagina con dettagli inutili.

La proposta del ritorno di PK da chi è partita?

L’idea l’avevo da tempo (uno dei sogni di cui si diceva qualche risposta fa) e, discutendone con Lorenzo Pastrovicchio ci siamo trovati a confrontarci su proposte e spunti vari. Anche Lorenzo infatti voleva provare a riportare in scena PK e dunque non abbiamo fatto altro che unire gli sforzi e confezionare una proposta per la direttrice Valentina De Poli e la redazione di Topolino.

Quanto tempo è durata la gestazione del ritorno di PK?

Il progetto è nato abbastanza di slancio ma c’è voluto un po’ per perfezionarlo e costruire una proposta che comprendesse anche lo sviluppo “social” (con il coinvolgimento dei lettori per decidere in merito a un passaggio del racconto con una consultazione attraverso la rete). Una volta messo a punto il tutto c’è voluto dell’altro tempo per avere un via libera, dal momento che eravamo arrivati al delicato periodo di passaggio tra Disney e Panini — e sicuramente in quei mesi impegnativi PK non era un tema all’ordine del giorno. Alla fine del 2013 l’operazione ha avuto il suo via libera e si è trattato di un via libera pesante perché al ritorno di PK era abbinato anche il gagdet estivo. In circa sei mesi di lavoro sono state scritte, disegnate e colorate 162 pagine e così siamo arrivati puntuali all’appuntamento del 2 luglio.

C'erano altre idee per la storia?

In realtà i progetti presentati sono stati due ed entrambi sono stati approvati. La seconda proposta era comunque subordinata al ritorno in scena di Pikappa e dunque speriamo di poterci mettere al lavoro presto su quest’altra storia.

In cosa è diverso il PK di oggi rispetto a quello degli anni '90?

È un personaggio per il quale il tempo è passato. È sempre Paperino, che nel frattempo ha continuato ad essere Paperinik, è diventato Doubleduck ma ha smesso con cose impegnative come le invasioni aliene e i viaggi nel tempo. Quando è costretto a indossare ancora una volta il suo costume lo fa ponendosi delle domande: ne sarà all’altezza? Sarà in grado di essere PK? In questa nuova storia ho cercato di mettere in scena un Paperino un po’ più dubbioso, non arrugginito o spaventato ma certamente più consapevole del proprio ruolo e dei propri limiti, forse meno incosciente e spericolato di un tempo ma proprio per questo più umano. Quando ho scritto PK per la prima volta non avevo ancora trent’anni, adesso ne ho quasi quarantasei e un po’ di cose sono cambiate. Ecco, ho cercato di attingere a queste piccole esperienze personali per rendere più vero PK (ma senza trasformarlo in un pensieroso papero quarantenne…).

Hai avuto la tentazione del (scusa la brutta parola, perdono) reboot?

Mai. Il reboot era stato già realizzato con la terza serie del personaggio e non aveva funzionato. Questo ritorno doveva essere un ritorno vero con la ripresa di un personaggio e il suo mondo in cui le cose erano andate avanti. Un altro obiettivo importante era quello di accontentare i vecchi lettori e raggiungere i nuovi (un’impresa che un reboot non avrebbe reso possibile deludendo certamente i primi). Ho dunque provato a dare alcune risposte a delle questioni rimaste in sospeso, trovando soluzioni a problemi pikappici come l’interruzione dei viaggi nel tempo a causa del fenomeno della microcontrazione e cose così…

Ricordo una chiosa a un recensione del primo numero di PK (scritta da un caro amico scomparso prematuramente): “letto con lo stesso senso di colpa di quando bevo una coca cola”. Ti ritrovi in questa implicita definizione del “prodotto”?

A me la Coca Cola piace, quindi non ho nessun problema a trattare PK come un “prodotto” perché di solito è quello che faccio scrivendo storie per personaggi diretti a un grande pubblico come sono quelli disneyani (ma dentro ci metto certamente anche le fate del Winx Club). L’importante è riuscire a fare un buon lavoro tenendo conto dei compromessi e le esigenze del produttore. Se il prodotto funziona ho fatto il mio dovere, i sensi di colpa vengono solo se qualcosa va storto.

 Il futuro di PK dipenderà da questa miniserie o già ci sono nuove storie in preparazione?

L’intenzione, ora che PK è tornato, è quella di farlo restare nei paraggi per un po’. Sicuramente l’esito di questi quattro numeri darà delle indicazioni determinanti per il futuro del personaggio.

E riguardo alle tue altre attività? C'è qualche altra novità che ci vorresti anticipare?

Ci sono un po’ di cose in preparazione e altre in uscita. Ho terminato la sceneggiatura di un racconto per Le Storie di Sergio Bonelli Editore, un’avventura che sarà disegnata dall’eccezionale Werther Dell’Edera e avrà per titolo Golem. C’è poi Dragon Island, una nuova serie per Le Lombard scritta con mia moglie Katja e disegnata da Antonello Dalena. In ambito disneyano poi sono in arrivo varie storie tra cui il ritorno del commissario Topalbano e una versione di Metropolis realizzata da Paolo Mottura. Per i cartoni animati nel 2015 usciranno tre nuove serie che ho scritto come Egyxos (produzione Musicartoon), Bum Bum(produzione Graphilm) e la settima stagione di Winx Club (prodotta come sempre da Rainbow). E poi c’è Cooking Time!, una serie a cui tengo molto, ideata con Katja Centomo e con i disegni di Flaviano Armentaro, in concorso al prossimo Cartoon Forum per la quale stiamo lavorando per entrare in produzione. Insomma, bisogna scrivere!

Grazie ancora per la disponibilità. Buona prosecuzione del tuo lavoro!
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« Risposta #5 inserita:: 05 Luglio 2014, 15:25:05 »

Il ritorno in grande stile di Paperinik (nel numero 3058 di Topolino)

Paperinik, finalmente, è tornato in grande stile con il numero 3058 di Topolino. Con la storia Potere e Potenza, i membri del PKTeam Francesco Artibani, Lorenzo Pastrovicchio e Max Monteduro hanno esaudito le richieste a gran voce dei fan del papero eroe; realizzando un vero e proprio seguito della saga Disney per eccellenza, che verrà pubblicata sulle pagine di Topolino nelle prossime settimane.

La storia è epica fin dal principio: scopriamo che Paperino, dopo gli ultimi eventi della vecchia serie (gli amanti del genere come me la conoscono bene) ha deciso finalmente di mandare in pensione la sua seconda identità. E’ tempo però di rispolverare costume, mantello e gadget hi-tech, perché c’è di nuovo bisogno di lui: è il Razziatore a raccontare tutto ciò che sta succedendo, dopo averlo prelevato dalla sua placida esistenza per salvarlo da una sorte terribile. Gli Evroniani, ritenuti estinti, sono in realtà celati e in via di minacciosa ricolonizzazione. Nel futuro da cui proviene il Razziatore essi hanno conquistato l’intero pianeta Terra, sotto la guida del nuovo Imperatore Grrodon. Come? eliminando l’unico, vero scoglio che si sia mai frapposto fra loro e la conquista: Pikappa.

Come vedete, la trama non ha nessun segreto. Siamo distanti dalle tipiche storie spensierate che appaiono su Topolino, e molto vicini a quello che ci saremmo aspettati di trovare se l’atteso, e ormai insperato, ritorno fosse stato pubblicato in un proprio giornale dedicato. L’intreccio della storia, poi, è davvero intrigante in quanto leggendo, la mente vi si riempirà di domande a cui riuscirete a dare risposta a poco a poco. Tantissimi i riferimenti alla serie originale, e ciò che sorprende tuttavia è che non venga fornito alcun dettaglio sulla backstory dei personaggi e degli eventi a cui si fa riferimento, come se i produttori avessero voluto dire chiaro e tondo che questa storia è fatta esclusivamente per Pkers e, devo dire, ci sono riusciti alla grande!

(da: http://www.newnotizie.it)
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« Risposta #6 inserita:: 10 Luglio 2014, 17:13:44 »

Sabato 12 luglio alle 15.30 allo Spazio Wow di Milano, viale Campania 12,
Silvia Ziche, Francesco Artibani e Lorenzo Pastrovicchio vi aspettano
per festeggiare il ritorno di PK sulle pagine del Topo.


(fonte: Silvia Ziche on facebook)
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« Risposta #7 inserita:: 11 Luglio 2014, 17:57:01 »

Il ritorno di PK: Intervista a Valentina De Poli

Valentina De Poli (Milano, 2 settembre 1968) è la direttrice del periodico a fumetti Topolino.
Ha iniziato la collaborazione con la rivista nel 1988, entrando nella redazione sotto il direttore Gaudenzio Capelli. Negli anni ha collaborato attivamente a diversi progetti Disney, tra cui la realtà di PK.
Dal 2001 al 2007 è stata direttrice di W.I.T.C.H., per poi passare a dirigere il settimanale Disney, del quale è ancora al timone dopo sette anni, riconfermata nel suo ruolo anche dopo l’arrivo di Panini Comics come nuovo editore.

PK torna, dopo dodici anni in cui il pubblico non ha mai smesso di invocarlo a gran voce: perché ci è voluto così tanto tempo?
Posso parlare solo degli ultimi sette anni, cioè da quando ho assunto la direzione di Topolino e dei fumetti Standard Character Disney. Posso assicurare che da quell’aprile 2007 il tema di PK è stato sempre presente nelle nostre discussioni interne e con gli autori, con picchi massimi raggiunti mentre stavamo lavorando al lancio di DoubleDuck. Quello di PK era un tema entusiasmante, a mio avviso fondamentale, ma arduo da affrontare anche perché i margini per rilanciare una testata indipendente non esistevano più. Anche se autori e Pkers rimasti orfani facevano pressione, io ero consapevole che sarebbe stato necessario creare un vero stacco, per far sedimentare tutte le esperienze, le scelte e le evoluzioni compiute in quei nove anni per vedere davvero cosa sarebbe rimasto a galla. E ritrovare così la materia su cui ricostruire e guadagnarsi la fiducia dell’editore, complice anche il fatto di aver intrapreso nel frattempo altre esperienze fondamentali come W.i.t.c.h. (che a PK, a mio avviso, deve moltissimo).
Non dimentichiamo che per me e la redazione la priorità di quegli anni è stata Topolino, la testata più delicata e senza la quale non esisterebbe tutto il resto, su cui passo dopo passo, anno dopo anno, abbiamo costruito un bel lavoro a tutto tondo. Diciamo che non ci sono state da subito le condizioni per lavorare parallelamente a un progetto importante come PK.
Quando ci siamo sentiti più sicuri sul Topo, allora abbiamo cominciato a vedere una lucina all’orizzonte. Qui entrano in scena gli autori. Francesco Artibani e Lorenzo Pastrovicchio ci credevano a prescindere. Questa volta oltre che confermare la loro professionalità e passione, vorrei sottolineare la generosità con cui gli autori hanno lavorato al ritorno di PK. La storia era già nella loro testa da chissà quando. E lo dichiaravano a ogni nostro incontro. Dopo molti “non è ancora il momento”, quando hanno capito che l’espressione della mia faccia era quasi impercettibilmente mutata nonostante la prudenza delle mie parole, ecco che si sono buttati anima e corpo e hanno cominciato a lavorare sul progetto concretamente. E questo senza sapere se mai avrebbe visto la luce, perché io di certezze ancora non gliene potevo dare al 100 per cento. Hanno avuto ragione loro e la loro determinazione è stata contagiosa per me, per Davide Catenacci, per Stefano Petruccelli e la redazione tutta.
Vi rivelo una cosa: io ho capito definitivamente che era arrivato il momento di mettere in campo l’artiglieria pesante quando con Vito Notarnicola, Andrea Freccero e Max Monteduro abbiamo cominciato a lavorare alle cover di Paperinik Appgrade, nell’estate 2012. Lì ho visto la luce, non ho avuto più dubbi: il momento era arrivato e mi sono settata sulla modalità carro armato…

Le pagine Facebook e Twitter PK Official hanno dimostrato concretamente quanti lettori, non solo Disney, siano ancora affezionati a PK e aspettino con trepidazione la nuova storia. Che ruolo hanno questi strumenti nell’ottica del rilancio di PK?
Uno dei ricordi più vivi che ho dell’esperienza di PKNA è il suono del telefax che, in seguito al lancio del Numero Zero, ha continuato per mesi ad annunciare le centinaia e centinaia di messaggi da parte dei lettori di PK… La colonna sonora della redazione era un concerto infinito di beeeeep! Vi rendete conto? Il telefax! Intorno a PK si era sviluppata spontaneamente una vera e propria community cresciuta di giorno in giorno (e che è sopravvissuta fino a oggi, nonostante la chiusura del magazine) e i social non sapevamo nemmeno cosa fossero. Con l’avvento dell’era 2.0 ci siamo ritrovati spesso a dire: “Ci pensi se tutto questo fosse stato disponibile ai tempi di PK?”. Ebbene, eccoci qui. Sarà bello scoprire cosa succederà adesso. La mia prima curiosità sarà capire come interagiranno i Pkers di vecchia data con le reclute. E la sfida più grande per noi sarà quella di trovare il “tono” giusto per relazionarci con questa realtà che va a una velocità spaventosa. Per raccogliere tutti i memorabilia che grazie alla pagina di Fb Pikappa Official sono arrivati in due giorni, a fine millennio avremmo dovuto attendere almeno un mese, posta permettendo!
I social ci aiuteranno di sicuro ad avere feedback immediati e a tenere desto l’interesse fino al prossimo appuntamento pikappico.

Il ruolo della direttrice di Topolino, in relazione a questo grande evento, è stato quello solito o ha richiesto delle energie e dell’impegno in più?
Quando si lavora su una cosa nella quale si crede la fatica non viene percepita, soprattutto nella fase progettuale. È il bello del nostro lavoro! L’unico momento che mi ha provocato un po’ di ansia era l’allineamento di una produzione complessa come quella di PK ai calendari di produzione del settimanale, implacabili. Non voglio scendere in dettagli troppo tecnici ma sottolineo che Topolino è un giornale che, solo considerando il contenuto a fumetti, pubblica cinque storie inedite ogni settimana! Non sono concessi errori, ripensamenti, tergiversazioni… La redazione è stata perfetta e devo ringraziare in particolare Max Monteduro e Luana Ballerani che nella gestione della parte del colore, la più sensibile, sono stati impeccabili.

Il ritorno di PK avviene sulle pagine di Topolino: cosa comporta questa situazione per il settimanale nelle quattro settimane in cui verrà pubblicata la storia, a livello di aspettative di vendita, di passaparola, di equilibri interni alle pagine del giornale tra rubriche dedicate e articoli riservati ad altro? La scelta di pubblicare la storia nel mese di luglio ha qualche valenza di marketing particolare?
L’operazione PKNE, PK New Era, è parallela al lancio del tradizionale super gadget dell’estate di Topolino dedicato proprio a PK: il PK-Blaster, un gioco di qualità e valore sopra la media di sempre. Si tratta dell’attività istituzionale più importante dell’anno. Quindi è inutile nascondere che l’aspettativa di successo è molto alta. Abbiamo lavorato per mesi proprio per mettere in campo tutti i mezzi che avevamo a disposizione grazie alla forza straordinaria del Topo. Abbiamo fatto tesoro dell’esperienza di anni di lavoro con un obiettivo: recuperare i vecchi Pkers, raggiungere nuovi lettori con un progetto di qualità dove Topolino ne uscisse beneficato e PK, in un certo senso, promosso… sull’ammiraglia! L’importante, come ho sottolineato nell’editoriale del Topo 3058, era scongiurare le ricadute nostalgiche e pensare di ripetere un’esperienza del passato che rimarrà unica e indimenticabile. Qui stiamo parlando di una Nuova Era, appunto… Guardiamo al futuro!

In alcuni interventi su internet si trovano alcuni ragazzi, tra i più giovani, che non riescono a comprendere se le avventure di PK sono ambientate nella stessa realtà delle solite storie oppure in una parallela o in un futuro imprecisato. Reputi ci sia stato un problema di comunicazione ad uso di chi non conosce PKNA, nel momento in cui si doveva preparare il terreno al ritorno di PK?
Se la storia è bella e ben costruita – e quella di Francesco lo è al 200 per cento – il lettore neofita si lascerà trasportare come hanno fatto a suo tempo i Pkers alle prese con Evroniani.
Da qui la scelta di non forzare le pagine con redazionali che spiegassero la storia. Non ce ne era bisogno … Poi, per collocare i personaggi c’è il Bigione di PK sul sito. E, comunque, un’infarinatura ai lettori più giovani, che sono il core-target di Paperinik Appgrade, era stata data sul mensile grazie alla mini serie what if di Universo PK scritta da Tito Faraci. È stato un modo di avvicinarli al “PKworld” senza shock e facendosi due risate … E poi la scelta sadica, di cui mi prendo tutta la responsabilità, di far “smaniare” i Pkers con un ritorno non-ritorno prima del ritorno...

Tu c’eri fin dall’inizio di PKNA, a firmare l’editoriale del Numero Zero e a collaborare poi in vari modi nel corso degli anni. Come vivi questo ritorno, ora da direttrice di testata?
Sarò riconoscente per sempre a Paolo Cavaglione e a Ezio Sisto per l’opportunità che mi hanno regalato negli anni della nascita di PK. Un’esperienza formativa unica da cui continuo ad attingere … La differenza con quei momenti è che allora ero totalmente inconsapevole e incosciente, mentre oggi ci sono tantissime variabili da calcolare, responsabilità e temi di cui mai avrei pensato di dovermi occupare. Ma sono passati quasi vent’anni e, come direbbe Rafiki… è il cerchio della vita!

PK Blaster: com’è nata l’idea del gadget estivo di quest’anno?
Qui dovrebbe intervenire Emanuela Peja, che è la “mamma” di tutti i gadget del Topo. So per certo che l’idea di fondo concordata con il nuovo editore era quella di trovare un gadget che permettesse ai lettori di interagire tra loro. Avete presente il mitico Topowalkie? Ecco! Cosa poteva esserci di tecnologicamente più evoluto, al passo con i tempi e associabile al mondo di PK per creare un tormentone simile? La prima risposta è stata: una Evron Gun. Ma non potevamo certo diventare tutti evroniani. Serviva qualcosa di più “elevato” e aspirazionale: da qui il PK-Blaster.

Quanto ha influito Panini come nuovo editore nell’aver deciso di dare una chance a questo progetto?
Chi meglio di Panini poteva capire al volo e far suo un progetto come questo? Hanno impiegato tre centesimi di secondo a dire di sì. Ed io, in quel momento, mi sono sentita leggera come l’aria. Ho sorriso. Il sorriso della Nuova Era…

(da: http://www.lospaziobianco.it)


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I °o° Disney!

« Risposta #8 inserita:: 15 Luglio 2014, 17:01:38 »




In occasione del ritorno di PK su Topolino, era stato lanciato un sondaggio sul sito

che chiedeva ai lettori di scegliere il finale della saga ovvero:

difendere la Ducklair Tower oppure distruggerla?

Ebbene, se fino a qualche giorno fa era in testa la prima opzione, dopo l'accorato appello di Francesco Artibani dalla sua pagina facebook

in pochi giorni c'è stata la rimonta e ieri, 14 Luglio, giorno in cui si chiudeva la votazione, il risultato si è concluso con la svolta!!!



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Come si concluderà? Lo scopriremo sul topo, certo è che ci hanno assicurato che non ce ne pentiremo  thumb!!!



(fonte FOTO: Topolino on facebook e topolino.it)

 
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« Risposta #9 inserita:: 25 Luglio 2014, 08:26:57 »

Il video integrale della conferenza con gli autori 

<a href="http://www.youtube.com/v/lrAz7R5Guk0&amp;ap=%2526fmt%3D18&amp;rel=0&amp;fs=1" target="_blank">http://www.youtube.com/v/lrAz7R5Guk0&amp;ap=%2526fmt%3D18&amp;rel=0&amp;fs=1</a>
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« Risposta #10 inserita:: 29 Luglio 2014, 14:50:22 »

Una giornata per festeggiare Paperinik

Giovedi 31 luglio a Milano un flash mob per tutti i suoi fans: giochi nel parco, sfide laser a colpi di PK-Blaster, il gadget dell’estate, un murale a tema pikappico e tanto divertimento

Giovedì 31 luglio, a partire dalle ore 15.00, Wow Spazio Fumetto e il settimanale Topolino organizzano una spettacolare giornata nel parco del museo con tanti giochi, musica e street art per festeggiare Pikappa, il supereroe alter ego futuristico di Paperino che ha spopolato negli anni ’90.

Protagonista di un ritorno in grande stile sulle pagine del settimanale Topolino con la saga “Potere e Potenza”, ha scatenato migliaia di fan anche in rete (la sola pagina Facebook Pikappa Official in pochi giorni ha superato i 7000 like). 

Ma un supereroe non è tale senza le sue dotazioni: per questo l’ultimo gadget seriale di Topolino è stato il Pk – Blaster, lancia laser diventato gioco dell’estate. Ragazzi e adulti sono invitati al museo per un raduno memorabile, con dj set, tanta musica e ballerini professionisti per imparare la coreografia del flash mob e sfidarsi in un’avvincente battaglia Pikappa vs Evroniani. Negli spazi del parco adiacente al museo gli sfidanti potranno imbracciare i loro laser giocattolo regalati con Topolino e cercare di “colpire” con il raggio le pettorine degli avversari. Dotazioni indispensabili: Pk – Blaster nelle versioni Blue o Red con shoot counter, jeans e t-shirt bianca, e tanta, tanta voglia di divertirsi.

Sul sito www.topolino.it è disponibile il video tutorial per allenarsi… e anche per dare il proprio contributo a distanza. Infatti chi non potrà partecipare, potrà comunque girare un proprio video o scattarsi una foto in action da postare sulla pagina Facebook ufficiale. 

Il disegnatore Claudio Sciarrone parteciperà alla festa disegnando in diretta un gigantesco murale pikappiko speciale: i partecipanti al flash mob potranno infatti scattarsi foto diventando protagonisti del disegno stesso, per un ricordo personale della giornata o per condividere sui social la propria testimonianza di… potere e potenza.

(da: http://www.lastampa.it)
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